Kikko Solaris dj set
+ Vj Russosky
Stretto socio e collaboratore di Kruder&Dorfmeister: basterebbe questo, come biglietto da visita. Ma di certo non farebbe giustizia a Rodney Hunter, ad una storia che ha inizio nella prima metà degli anni ’90 con remix, collaborazioni e produzioni assieme a Freak Power (il gruppo di Norman Cook prima di Fatboy Slim), alla jazzista Leena Conquest, ai campioni hip hop Doug E. Fresh e Gravediggaz, giusto per fare alcuni nomi.
Una carriera insomma che si snoda da un quindicennio, sempre alla ricerca della cifra più elegante e raffinata nella musica black, vuoi con atmosfere downtempo, vuoi con derive funk e soul, vuoi gestendo con maestria le leggi della cassa in quattro. Nel 2004 è uscito finalmente il suo primo lp, Hunterfiles, e tre anni dopo è stato il turno di Hunterville – entrambi usciti per la G-Stone, la “casa” di Kruder&Dorfmeister ma anche di alcune delle più belle produzioni che abbiano mai percorso i dancefloor degli ultimi anni. Due dischi che hanno consacrato definitivamente il talento di Hunter, mettendolo nel ristretto novero di coloro che lasciano un segno, unico ed inconfondibile, quando si tratta di declinare i tratti e i contorni della migliore e più raffinata club culture del nuovo millennio.
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